[Comunicato stampa Giunta regionale Emilia - Romagna]
Agricoltura. Le 14 Regioni europee unite di AgriRegions lanciano da Rennes (Francia) il "Manifesto per una Pac più giusta e sostenibile". L'assessore Caselli: "No al taglio del budget Ue, difendiamo l'autonomia delle Regioni nella gestione dei fondi per lo sviluppo rurale"

giovedì 12 settembre 2019


Il documento sarà inviato al Commissario Ue designato Wojciechowski in vista della ripresa del confronto sulla riforma della politica agricola comune. Oltre all'Emilia-Romagna dell'alleanza transnazionale fanno parte altre 13 Regioni di 6 Paesi Europei (Italia, Germania, Francia, Spagna Polonia e Portogallo) che insieme rappresentano il 13% della popolazione europea e il 18% della superficie coltivata. Il 17 ottobre in programma a Bruxelles un grande evento

Bologna – No al taglio del budget Ue e a qualsiasi ipotesi di un ritorno alle singole politiche agricole nazionali, cioè una sorta di rinazionalizzazione della Pac (Politica agricola comune), sì alla difesa e al rafforzamento dell’autonomia delle Regioni nella definizione e attuazione degli interventi a favore delle imprese “verdi”, in particolare per quanto riguarda la gestione dei fondi per lo sviluppo rurale.
Con alcuni obiettivi prioritari: valorizzare la specificità dei diversi sistemi produttivi, che rappresentano la ricchezza stessa dell’agricoltura europea; promuovere la qualità delle produzioni e la sostenibilità ambientale, sostenere la ricerca e l’innovazione; semplificare e velocizzare le procedure burocratiche.
Tutto ciò per dare risposte più mirate e puntuali alle esigenze dei territori e tutelare in maniera più efficace il reddito delle aziende agricole, difendendo la possibilità di decidere a livello periferico come spendere al meglio le risorse avute in assegnazione da Bruxelles.
Sono i capisaldi del “Manifesto per una Politica agricola comune più giusta e sostenibile”, sottoscritto oggi a Rennes, in Bretagna, dai rappresentanti di Agriregions, la coalizione che le riunisce 14 tra le più importanti regioni agricole europee, tra cui l’Emilia-Romagna, a chiusura di una conferenza internazionale organizzata nell’ambito di Space 2019, la più grande fiera europea dell’allevamento.
 
“Come coalizione- sottolinea l’assessore Caselli dal vertice di Rennes- ci siamo mobilitati fin dal 2018 per chiedere il rafforzamento del bilancio della Pac e il riconoscimento del fondamentale ruolo delle Regioni, in particolare per quanto riguarda la gestione dei fondi dello sviluppo rurale. Su questo nodo cruciale abbiamo già ottenuto importanti risultati grazie ad alcuni emendamenti al progetto di riforma di Hogan e approvati lo scorso aprile dalla commissione “Politiche agricole” del Parlamento europeo. Ora che si è insediato il nuovo Parlamento e che è stato nominato il nuovo commissario all’Agricoltura- prosegue Caselli- si tratta di riprendere e rilanciare con ancora maggiore forza e visibilità questa nostra battaglia. Il fatto di avere nella coalizione una regione polacca, la Wielkopolska, con cui tra l’altro sussistono già rapporti di stretta collaborazione, ci può aiutare ad avere una interlocuzione diretta con il nuovo commissario”. 
 
L’incontro di Rennes cade a ridosso della nomina della nuova Commissione europea guidata dalla tedesca Ursula Von Der Leyen, che ha affidato la delega all’Agricoltura al polacco Janusz Wojciechowski, e alla vigilia della ripresa del confronto tra le rinnovate istituzioni Ue sul progetto di riforma della Pac 2021-2027 presentato a fine 2018 dal Commissario Ue uscente, l’irlandese Phil Hogan, ora al Commercio.    
Un documento, quello sul tavolo di discussione, che spiana la strada ad un accentramento delle decisioni nelle mani dei Governi nazionali, in contrasto con le richieste di un maggiore autonomia che vengono dal livello locale. Di qui la firma del Manifesto di Rennes, attraverso il quale Agriregions prosegue la mobilitazione per chiedere una Pac più forte, più ambiziosa, più semplice e che tenga conto delle specificità dei diversi sistemi agricoli regionali. Una partita che, nel caso dell’Emilia-Romagna, vale qualcosa come 1,2 milioni di euro, ossia l’intera dotazione finanziaria avuta in assegnazione da Bruxelles per l’attuale programmazione 2014-2020 per lo sviluppo rurale, il secondo pilastro della Pac.  
 
La composizione dell’alleanza transnazionale  Oltre alla Wielopolska e all’Emilia-Romagna, fanno parte dell’alleanza transnazionale che si batte per una Pac più vicina alle esigenze dei territori e più semplice altre 12 regioni europee, che nel complesso rappresentano il 13% della popolazione europea e il 18% della superficie coltivata. Gli altri membri sono Toscana e Provincia autonoma di Bolzano per l’Italia; Nuova Aquitania, Bretagna, Paesi della Loira, Auvergne-Rodano-Alpi per la Francia; Baviera e Baden-Wurttemberg per la Germania; Andalusia, Estremadura e Castiglia e Leon per la Spagna; Azzorre per il Portogallo. 
“L’agricoltura dell’Emilia-Romagna- conclude Caselli- si distingue per la qualità delle produzioni, l’alto tasso di innovazione e la sostenibilità delle pratiche agricole. Siamo leader in Europa per numero di prodotti di eccellenza a marchio Dop ed Igp, ben 44, e per diffusione del biologico. Affinché le esigenze degli agricoltori emiliano-romagnoli siano valorizzate dalla futura Pac è indispensabile fare rete con le altre Regioni europee. La coalizione Agriregions è nata proprio per questo”. 
Il Manifesto lanciato a Rennes sarà inviato al nuovo Commissario Ue, Wojciechowski, e ai membri della commissione Politiche agricole del rinnovato Parlamento europeo. Per dare ancora più forza alle proprie rivendicazioni nel dibattito sulla futura Pac, Agriregions sta inoltreorganizzando una convention che sarà ospitata il 17 ottobre prossimo a Bruxelles, presso la sede della delegazione della Regione Emilia-Romagna. Un’iniziativa in tandem con Areflh, la rete europea delle regioni e dei produttori di ortofrutta di cui l’assessore Caselli è presidente, e con Arepo, l’associazione delle regioni per i prodotti a denominazione di origine. All’evento sono stati invitati il neopresidente del Parlamento europeo, David Sassoli, il presidente (Norbert Lins) e i coordinatori dei gruppi politici della Comagri del Parlamento Ue./G.Ma